1935 BISCOTTI SANZIONISTI

Mai un momento di noia, care massaie. Qui si cucina, si plasma, si spalma, si trancia, si inforna e si sforna. E si assaggia, of course. Ieri ho proposto a Ornella Mirelli di provare i BISCOTTI SANZIONISTI direttamente da La Cucina Italiana del dicembre 1935. Ha detto si, con mia grande gioia.

Ornella non è una che perde tempo. Zac e tac! Fatti, fotografati, assaggiati, postati.

E poi dicono che i pugliesi fanno le cose con calma. Ma de che!? C’ho l’ansia e le mani sudaticce. Alle 4 e 35 di stamattina Ornella aveva già fatto tutto. Io ancora mi stropiccio gli occhi alle 13.50.

Insomma, nemmeno il tempo di riflettere e scrivere delle cose sensate su di lei, sul suo seguitissimo blog Ammodomiosulla sua passione per il fornello e per La cucina italiana in tutti i sensi.

E allora, amiche massaie, facciamoci coinvolgere da tutto questo entusiasmo, dall’allegria di una donna appassionata, dalla suggestione di questi poveri (non c’è manco lo zucchero…) biscotti di guerra e dalle storie che possono raccontarci mentre li mastichiamo. Si, se ci beviamo su un cordiale, sentiremo molto meglio le voci.

Lei, Ornella, li ha fatti Ammodosuo, cioè mettendoci, alla fine, un po’ di zucchero. Poco poco, giusto per renderli un po’ più godibili, ma senza stravolgerne il senso e il gusto finale.

Grazie Ornella

Samanta

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Che strano nome per una ricetta di biscotti, vero? La ricetta, qualche giorno fa, me l’ha passata in gran segreto lei, la massaia più moderna del web.

Siamo nel 1935, l’Italia è in piena autarchia per far fronte alle “Inique sanzioni“…

“L’ autarchia pesa soprattutto sulle donne. Le sue fortune sono affidate all’oculatezza e all’inventiva delle casalinghe. Sono loro a sostenere lo Stato in cucina. L’autarchia deve essere un sistema di vita familiare e sociale”

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Ecco che nel numero di Dicembre 1935 de La Cucina Italiana compare la ricetta dei Biscotti sanzionisti… “Potete fare in casa degli ottimi biscotti,di lunga conservazione, sostanziosi, nutrienti, gustosi e friabili, superiori a quelli inglesi”… Senza uova, senza zucchero nell’impasto, solo latte, farina, fecola e burro, profumati al limone, ma con un ingrediente speciale: il lievito italiano Delizia. Un lievito,” che, oltre ad essere veramente ITALIANO, è anche superiore per forza di crescita e per gusto, a tutte le marche di origine straniera”. “La nazione è sempre compatta nelle sciocchezze” dirà Leo Longanesi. Come dargli torto ancor oggi? Io un po’ di zucchero nell’impasto ce l’ho messo, ma non ditelo a nessuno.

Ornella Mirelli

BISCOTTISANZI e cop_Fotor