1930 TIMBALLO DI POLLO ALLA “MARCONI”

Forse è perchè ho fatto radio per un po’ di anni (e l’ultima si chiamava proprio radio Marconi, giuro!, parlavo di cibo…) e me la porto nel cuore. O forse perchè mi piace dire “timballo” e ancora di più “timballo di pollo (gusti son gusti, vi pare!?). O, forse ancora, perchè ho sempre nutrito un sincero affetto e una stima profonda per il marchese Guglielmo Marconi, di professione inventore e fisico, telegrafista e contrammiraglio della marina. Bolognese e pure Nobel, godeva di una certa fama nel secolo scorso…e chi ha maneggiato per un po’ le vecchie lire sicuramente si rammenta il suo faccione smilzo sulle banconote da 2000 (sennò vi basterà guardare la foto sotto).

Uno di quegli italiani che ti fanno sentire fiera di esserci nata in questo incredibile Paese. Alla facciaccia di Tesla.

Sta di fatto che non appena ho messo a fuoco il titolo della ricetta (si sa, dopo i 40 non è una reazione così immediata…) non ho potuto fare a meno di provare immediato interesse e bruciante curiosità per questo Timballodipollo alla Marconi, da La cucina italiana del giugno 1930.

Facciamo due conti: Marconi nacque nel 1874 e il primo esperimento è datato 1894. Aveva 20 anni… Io a vent’anni tentavo miscele azzardate di superalcoolici e succhi di frutta con un gruppo fisso di amiche goderecce. A ognuno il proprio destino…

Il signor Ettore Brentini di Cremona, affezionato abbonato di LCI, evoca il genio e la fama di Marconi con questo tripudio di colesterolo e grassi. Marconi era di casa a La cucina italiana, vuoi per la crescente propaganda fascista in forma di ricette e consigli di autarchia economica (Marconi venne utilizzato dal regime fascista come esempio di patriottismo e genialità italica e Umberto Notari, fondatore ed editore di LCI* fino al ’43, fu un fervente sostenitore del regime), vuoi per l’evidente fascino del personaggio. E così troviamo, lo stesso anno, anche la curiosa ricetta del “Dolce Elettra” dedicata alla nave dalla quale GM compì diversi esperimenti e non -come sarebbe più logico pensare- alla figlia Maria Elettra Elena Anna, nata nel 1927. Non si spiegherebbe altrimenti il decoro del dolce: un’ancora e delle scintille elettriche (la ricetta la trovate qui sotto, se qualcuna di voi ha voglia di tentare di prepararla…poi la postiamo qui)

LA PREPARAZIONE DEL TIMBALLO DI POLLO ALLA “MARCONI”

Tornando al Timballodipollo,  direi che non è una ricetta difficile, anzi, le due componenti del piatto sono fattibilissime da tutte voi Massaie e anche se a prima vista sembra un pappone senza senso, vi assicuro che è buona. Cominciate con il flan: io l’ho fatto con 400 gr di broccoli e una patata, lessati e frullati, ho aggiunto 50 gr di parmigiano, 20 cl di panna, sale e pepe, noce moscata, e 2 uova (uno intero e un rosso). E via in forno per 30 minuti a 180 gradi circa. A questo punto mi sono concentrata sul pollo alla crema: petto di pollo a piccoli pezzettini, porro, olio evo, funghi, panna, senape, timo, sale e pepe. Fate soffriggere leggermente il porro tagliato fino fino, piano piano, aggiungete poi i funghi, poco dopo il pollo, sfumate con del vino bianco e lasciate cuocere. Prossimi alla cottura, aggiungete un cucchiaino di senape, la panna e qualche fogliolina di timo. A questo punto, scavate il centro del flan (per pietà verso me stessa ho evitato di friggere nel burro l’avanzo del flan per servirmene come decorazione, come da ricetta) e riempitelo con il pollo alla crema.

Semplice, no? Buono? Si! Un voto da 1 a 10? Direi..sei e mezzo. Buono, non memorabile. Ah, ho cercato in giro per Milano i fiori edibili, come da ricetta, per mezza giornata. Niente, manco un petalo che si potesse ingerire. Quelli che vedete nelle foto sono del giardino condominiale…

🙂

LA CUCINA ITALIANA, GIUGNO 1930: TIMBALLO DI POLLO ALLA “MARCONI”

 

 * LCI: LA CUCINA ITALIANA


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